Abusos IVE y SSVM

L’Istituto della Parola Incarnata continua a promuovere le vocazioni nonostante il divieto esplicito del Vaticano di reclutare nuovi membri

Nonostante il divieto canonico di ammettere nuovi membri imposto dalla Santa Sede, l’Istituto del Verbo Incarnato (IVE) continua a diffondere messaggi di propaganda vocazionale sui social network e altri media digitali.

Un esempio recente viene dall’account Instagram @noviciado.marcelomorsella, dove è stata pubblicata un’immagine accompagnata da una citazione attribuita a San Alberto Hurtado:

“Giovane che legge queste righe, riesci a immaginare un deserto immenso? Non vorresti trasformarlo in un bellissimo giardino?
Se Cristo ti bacia la fronte e ti chiama a seguirlo, non esitare.”

Il testo sfida direttamente i giovani e li invita esplicitamente a “seguire Cristo”, in un contesto visivo di processioni e vita consacrata, che costituisce un chiaro incitamento vocazionale.

Questo tipo di pubblicazione dimostra che, nonostante le misure adottate dal Vaticano per contenere abusi e disordini interni, l’IVE continua a promuovere segretamente l’ingresso di nuovi membri, facendo appello al linguaggio della spiritualità e della missione, e rifugiandosi in profili che appaiono semplicemente “informativi” o “devozionali”.

Mentre le autorità ecclesiastiche restano in silenzio, l’istituto mantiene una presenza attiva nelle reti, dove i suoi contenuti sono condivisi principalmente tra i giovani cattolici latinoamericani.

Vigilanza e trasparenza rimangono essenziali per proteggere le potenziali vittime e per pretendere un efficace rispetto delle disposizioni canoniche.

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