Abusos IVE SSVM

Categoria: Commissario Pontificio

  • Cosa farebbero i vescovi amici dell’IVE se fossero commissari?

    Cosa farebbero i vescovi amici dell’IVE se fossero commissari?

    Abbiamo ricevuto una richiesta di firmare una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, da membri del Terzo Ordine della Parola Incarnata (vedi testo alla fine di questo articolo*), che chiedono al Santo Padre che, invece di Monsignor Satué, vengano nominate autorità che “provino il vero amore” per l’Istituto del Verbo Incarnato. I suoi autori (sacerdoti dell’IVE, senza dubbio) assicurano, inoltre, che ci sono vescovi che amano l’IVE e sarebbero disposti ad assumerne il governo.

    La richiesta sembra ragionevole. Ma solleva una domanda molto concreta: cosa farebbero di diversamente quei vescovi?

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  • L’Istituto della Parola Incarnata, “troppo grande per cadere”, alla luce di trent’anni di insegnamento pontificio.

    L’Istituto della Parola Incarnata, “troppo grande per cadere”, alla luce di trent’anni di insegnamento pontificio.

    L’IVE presenta le misure di Roma come persecuzione. La cronologia mostra esattamente il contrario: dal 1995, la Chiesa ha investito autorità, specialisti e strutture esterne per sostenere e riformare un’istituzione che non è stata in grado di correggersi.

    Tempo fa abbiamo pubblicato un articolo su questo blog intitolato “Istituto del Verbo Incarnato: troppo grande per fallire?”. L’espressione, presa in prestito dal mondo finanziario, si applica a quelle istituzioni la cui dimensione è tale che il loro crollo potrebbe causare danni ancora maggiori di quelli causati dalla loro cattiva gestione. Per questo motivo, sebbene siano profondamente deteriorate, le autorità sono costrette a intervenire, iniettare risorse e sostenerle per evitare un collasso incontrollato.

    La domanda che ponemmo allora era se l’Istituto del Verbo Incarnato (IVE) e i Servi del Signore e della Vergine di Matará (SSVM) fossero arrivati a occupare una posizione simile all’interno della Chiesa: una famiglia religiosa troppo grande, troppo estesa e troppo intrecciata con diocesi, parrocchie, seminari, scuole e opere apostoliche perché la Santa Sede semplicemente la lasciasse cadere.

    Gli eventi recenti non indeboliscono questa ipotesi. Al contrario, sembrano confermarlo.

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  • Roma prende il controllo delle comunicazioni dell’IVE: una misura straordinaria

    Roma prende il controllo delle comunicazioni dell’IVE: una misura straordinaria

    L’intervento pontificio dell’Istituto del Pacolocolo Incarnato (IVE) è appena entrato in una fase particolarmente significativa. Il Delegato Pontificio, Mons. José Antonio Satué, Vescovo di Malaga, ha deciso di sostituire l’infrastruttura ufficiale di comunicazione dell’Istituto.

    Il vecchio sito ive.org non è più il sito ufficiale dell’IVE. Al suo posto, il Delegato ha creato verboencarnado.org, che diventa, secondo le sue stesse parole, l’ “unico sito ufficiale” dell’Istituto.

    Allo stesso tempo, i vecchi account @ive.org saranno sostituiti da nuovi indirizzi @verboencarnado.org, utilizzando la tecnologia Google (Gmail) e con l’intervento tecnico dello scienziato informatico della Diocesi di Malaga.

    Non ci troviamo quindi di fronte a un semplice cambio di proprietà.

    L’autorità pontificia sta creando un’infrastruttura di comunicazione che non dipende più tecnicamente dalla struttura interna dell’IVE.

    E la spiegazione ufficiale del perché sia stato necessario farlo è straordinaria.

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  • La Santa Sede istituisce il nuovo governo dell’Istituto del Verbo Incarnato

    La Santa Sede istituisce il nuovo governo dell’Istituto del Verbo Incarnato

    Due documenti datati luglio e agosto 2026 offrono una panoramica sulla struttura di governo istituita per l’Istituto del Verbo Incarnato (IVE) sotto l’autorità del delegato pontificio, Monsignor José Antonio Satué Huerto.

    Il primo è un decreto firmato a Malaga il 25 luglio 2026. Il secondo, datato 18 agosto, presenta le biografie e le responsabilità dei membri del nuovo team.

    Non si tratta della ratifica di un governo eletto dai membri dell’IVE. La nuova struttura nacque dal mandato pontificio affidato all’arcivescovo Satué e dalle nomine da lui fatte con l’accordo del competente Dicastero.

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