Il 15 settembre 2026, a Roma, i delegati pontifici dell’IVE e dei Servi del Signore e di Nostra Signora di Matará hanno tenuto un incontro con i superiori provinciali di entrambi gli istituti e con i capi del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Durante quell’incontro furono riportate le decisioni prese dai tribunali penali speciali che esaminarono il caso di Buela in primo grado e in appello.
“In entrambi i livelli del processo, fu dichiarato colpevole di un reato contro il sesto Comandamento commesso con violenza contro diverse persone.”
La dichiarazione è particolarmente rilevante perché non proviene da un media, ex membri dell’Istituto o da un’organizzazione di vittime.
Il testo è firmato da Suor Clara Echarte Oñate, delegata pontificia della SSVM; Monsignor José Antonio Satué Huerto, delegato pontificio dell’IVE; e Suor Simona Brambilla, prefetta del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata.
La dichiarazione riconosce inoltre espressamente le persone danneggiate dal comportamento di Buela e collega questa chiarificazione al processo di revisione, rinnovamento e purificazione della spiritualità, formazione e apostolato di entrambi gli istituti.
La pubblicazione pone fine a qualsiasi possibile ambiguità sull’esito dei processi canonici: Carlos Miguel Buela fu giudicato colpevole in primo grado e tale colpevolezza fu confermata in appello. L’autorità che attualmente governa l’Istituto ora lo riconosce pubblicamente.

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